Come scegliere i sensori di parcheggio?

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Come scegliere i sensori di parcheggio?

Chi ha un’auto a cui tiene particolarmente saprà di certo di cosa parliamo quando introduciamo i sensori di parcheggio.

Si tratta di un dispositivo molto utile per aiutare nelle manovre più complicate, in spazi ristretti o con varie auto nelle vicinanze facilmente urtabili, con conseguenze piuttosto ovvie sulle carrozzerie di entrambe.

Di solito, in concessionaria, il car parking assistence è considerato un optional “costoso” da inserire solo su richiesta del cliente, mentre in realtà è un supporto veramente importante che garantisce, in futuro, di non dover correre dal carrozziere per graffi o danni causati da parcheggi difficoltosi che, in città, sappiamo bene quanto siano all’ordine del giorno.

I sensori posteriori di parcheggio sono un accessorio utile in ogni vettura, ma soprattutto per quelle di grossa portata come camper, fuoristrada, furgoncini e veicoli commerciali. La loro funzione è allertare il guidatore della presenza di ostacoli attraverso dei piccoli sensori montati nel paraurti posteriore, misurandone la distanza durante una manovra in retromarcia. In genere il segnale di avviso è acustico e/o a display, più completo perchè fornisce anche, appunto, i dati in termini di distanze.

Si possono, tuttavia, montare anche anteriormente conservando la stessa funzione, ma sono d’importanza inferiore perchè, in genere, è sul posteriore che si hanno più problemi di visibilità.

L’impianto si attiva automaticamente ed è costituito da tre elementi:

  • Quattro sensori nel paraurti
  • Centralina nascosta nel bagagliaio
  • Display e/o cicalino sul cruscotto

Nei sistemi più complessi è possibile istallare anche una telecamera che, attraverso un monitor sul cruscotto o integrato nello specchietto retrovisore, mostra in tempo reale gli ostacoli; un’opzione meno economica, poichè queste telecamere hanno, in genere, un impianto separato da quello dei sensori, ma, di certo, più efficace: come avere due occhi anche dietro la testa!

I sensori di parcheggio possono essere verniciati con vernici spray professionali del colore dell’autovettura, ma sarà necessario affidarsi ad un carrozziere per ricercare l’esatto codice colore del veicolo.

Si tratta di un rimedio ottimale per evitare ostacoli difficili da vedere, come pali, muri, bicilclette, bidoni, ma anche bambini e animali. Non è solo un modo, quindi, per preservare la propria auto ma anche per avere una maggiore sicurezza per se stessi e per gli altri!

Le varie tipologie

  • Sensori ad ultrasuoni: emettono un’onda sonora, ad una frequenza non percettibile al nostro orecchio, dal retro della vettura, che rimbalza contro gli ostacoli e torna indietro verso un sensore ricevitore. La “velocità di ritorno” è, chiaramente, legata alla distanza dell’ostacolo. Il sistema si attiva in automatico con la retromarcia e rimane attivo fin quando non si cambia marcia. Il beep si fa sempre più continuo quanto più ci si avvicina all’ostacolo, proprio per fare in modo di evitare il contatto.
  • Sensori elettromagnetici: si tratta di una striscia adesiva di 3,50 m e 1 cm di altezza da attaccare all’interno del paraurti. Questa striscia viene attivata dalla centralina elettronica all’inserimento della retromarcia e genera un campo elettromagnetico che viene, a sua volta, perturbato dalla presenza degli ostacoli; a quel punto parte il segnale acustico. Naturalmente il sensore elettromagnetico va applicato all’interno del paraurti e quindi, per installarlo, è necessario smontarlo ma non forarlo, e questo è uno dei vantaggi di questa tipologia. Nessun problema per  forme particolari di paraurti ma solo per materiali tipo vetro e ceramica che non offrono una buona tenuta adesiva
  • Sensori con cavo o wireless: nella maggior parte dei kit, c’è da precisare, il collegamento tra display e centralina avviene attraverso un cavo, che passa dal bagagliaio (dove si trova la centralina) al cruscotto, è può essere nascosto sotto la tappezzeria senza troppe difficoltà. L’unica parte più problematica per “l’invisibilità” è il cruscotto, che per questo motivo viene spesso smontato. In alcuni modelli, come abbiamo citato, il display viene inserito nello specchietto retrovisore, una tecnica pratica ed esteticamente piacevole, ma che crea altri problemi per il passaggio del cavo, poichè smontare la tappezzeria del tettuccio è un operazione molto complicata. E’ proprio sulla base di questi problemi che sono nati i kit wireless, con display a batterie in comunicazione radio con la centralina. Esteticamente e logisticamente, in termini di montaggio, sono i migliori, ma peccano in precisione e possono tardare a collegarsi alla centralina.

Il consiglio, quindi, è di valutare in base al proprio autoveicolo e alle proprie esigenze quale sia il modello migliore da installare, facendo così un investimento definitivo e sicuro.

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