Arrivano i furti auto ad alta tecnologia

Il furto d’auto senza scasso sta prendendo sempre più piede.

Bastano cinque minuti.

Niente vetri in frantumi. Nessun segno di scasso.

Oramai per mettere in moto l’auto, i ladri più esperti impiegano davvero pochi secondi. Il tempo di un click.

Questo a causa proprio della tecnologia che, sebbene scoraggi i ladruncoli con sistemi di antifurto elettronici all’avanguardia, non rende difficile il compito dei malviventi più moderni e paradossalmente li facilita. Nonostante le auto moderne siano sufficientemente sicure, i ladri super tecnologici oggi sono capaci di sviluppare innovative tecniche di furto, quasi infallibili.

Se da un lato è vero che i furti d’auto sono in calo, dall’altro pare che le tecniche dei ladri si vadano affinando e velocizzando.

E’ consigliabile, dunque, non abbassare mai la guardia.

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I sistemi adottati dai ladri tecnogici

Nessun segno di effrazione dicevamo.
Tanto che, agli occhi dei passanti, nulla lascia pensare che il tizio che sta tranquillamente armeggiando in quell’auto in realtà la sta rubando.

Questi furti ad alta tecnologia non sono più una novità: per hackerare e duplicare una chiave elettronica bastano pochi aggeggi reperibili anche su internet ed essere abbastanza vicini agli ignari proprietari che stanno banalmente chiudendo la propria auto.

Non c’è molto da fare in questo caso. L’unico accorgimento che si può prendere resta quello di guardarsi bene intorno prima di aprire o chiudere l’auto con il telecomando, perché l’apparecchio che legge la frequenza non può farlo se è troppo distante.

Se si sospetta di qualcuno nelle immediate vicinanze, l’unica soluzione è quella di chiudere a mano con la chiave fisica.

Ripetiamo, stiamo parlando di malviventi super tecnologici, in possesso di arnesi che sono tutt’altro che comuni e che, soprattutto, possono essere utilizzati soltanto da veri specialisti.

Punto di partenza è lo jammer, che impedisce che il segnale dal telecomando arrivi alle chiusure centralizzate e che quindi spiana la strada al ladro quando il proprietario si sarà allontanato.

Una volta dentro, si collega il sistema elettronico a un notebook, su cui è stato caricato un software, spesso rubato anche quello, e il programma fa il resto: la centralina viene decodificata e il ladro è in possesso del codice su cui modellare la chiave.

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A questo punto la parte più difficile, che solo mani esperte riescono a portare a termine in tempi brevi: tramite rondelle e ingranaggi si modifica il passepartout usando il codice come mappa e ottenendo una chiave codificata con cui mettere in moto la vettura e allontanarsi.

Siamo nell’ambito dei computer crimes, i crimini informatici che fanno parte dei reati di recente introduzione.

Non proprio la tecnica più comune utilizzata per i furti delle utilitarie o delle vetture più commerciali, in cui l’azione sulla centralina si limita a un reset per poi utilizzare una chiave già a disposizione.

Non sarà il caso di fare allarmismi, vista la peculiarità della tecnica e della maestria necessaria per utilizzarla, però va detto che gli antifurti elettronici, che pure sono essenziali e sventano moltissimi raid, possono rivelarsi insufficienti di fronte a un ladro oltremodo attrezzato.

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Le nostre raccomandazioni sono sempre le stesse:

  • evitare di parcheggiare in aree poco trafficate
  • prestare attenzione a chi si avvicina alla vettura mentre la si sta chiudendo
  • non consegnare le chiavi ad abusivi

È però preferibile dotarsi anche di sistemi antifurto di tipo meccanico, sistemi di sicurezzai installati sul cambio o sulla canna dello sterzo o a protezione della centralina e della presa OBD

Questi restano ancora il miglior deterrente in quanto il ladro impiegherebbe troppo tempo, esponendosi a rischi di gran lunga maggiori.

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